Cammino
degli Orizzonti

“Incontrare il Grappa è un viaggio sepolto […] una passeggiata tra i segni, che a volte si mostrano a volte si dissimulano sfidando l’umiltà e la perseveranza dell’uomo […] la natura e la storia si intrecciano come la carne e l’anima, per strade misteriose sulle quali ci assiste l’archeologia”.

“To meet Mount Grappa is a buried journey […] a walk among the signs, which sometimes reveal themselves while others hide defying the humbleness and perseverance of man […] Nature and history intertwine as flesh and soul do, along mysterious ways where archeology assists us”.

(Giorgio Lago, Presentazione degli Incontri con il Grappa. I segreti della geologia, 1989)

E’ il più breve e facile tra i Cammini di Mezza Montagna: poco più di mezz’ora se lo si percorre di buon passo, ma non va preso di fretta perché la sua brevità ha scopo preciso ovvero il piacere della lentezza perché, dopo i pochi passi di salita da Ca’ Botto‘ al punto d’accesso, il sentiero si mantiene per buona parte alla medesima quota altimetrica e invita a un passo meditativo e sensoriale tra carpini neri, ornielli, roverelle e castagni, alla ricerca dell’assoluto silenzio, lontano dall’inquinamento acustico della pianura.

Giunti poi sul colmo della località Martel, prevede un primo punto di osservazione sulla pianura veneta, un vero spettacolo fatto sia di suggestioni sia di attenzione a riconoscere i paesi di confine tra Trevigiano e Bassanese. Nei giorni particolarmente limpidi si può scrutare un orizzonte lontano: ce lo ricorda il romanziere John Dos Passos (proprio in questi posti durante la Grande Guerra) che da queste terre disegnava e descriveva “la pianura veneta chiazzata di porpora e in fondo le gobbe azzurre dei Colli Euganei”.

Nell’arrivare alle Casere Corpon un altro punto di osservazione consente di ammirare un paesaggio più locale, un vero presepio: in primo piano il Col Muson tra Fietta e Castelcucco e in lontananza i Colli Asolani e sullo sfondo il Montello.
Tra le casere della Val di Bolle, tra i castagni e in prossimità di un antico roccolo l’escursionista può compiere una perlustrazione nel Corpon, la dorsale più suggestiva tra quelle più evidenti (Schiba, Castel, Frontal) che dominano Crespano: tutto il versante meridionale del Massiccio e soprattutto quello del territorio crespanese si può apprezzare per le numerose dorsali alle quali si accompagnano altrettante valli o vallecole più o meno profondamente incise: è la zona nella quale sono stati rinvenuti ritrovamenti archeologici significativi di un’antica antropizzazione.